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12 cibi in via d’estinzione, tra frutta, verdure e animali

Monica 1 giugno 2016

I 12 cibi in via d’estinzione che non mangeremo mai più a causa delle nuove tecnologie e di una mentalità agricola sempre più industrializzata.

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12 cibi in via d’estinzione, tra frutta, verdure e animali

A causa dei cambiamenti alimentari e delle coltivazioni in serre, ci sono molti cibi in via d’estinzione. Uno studio pubblicato dalla rivista “Science” riporta che le specie animali e vegetali stanno scomparendo a ritmo mille volte più veloce di quello che dovrebbe essere naturale. Ed è cosi che si cerca di costruire un’ Arca di Noè su cui far salire frutta, ortaggi e animali in via di estinzione.  Ecco gli alimenti più a rischio.

Cibi in via d’estinzione  

Pomodori regina

Si chiamano “Regina” per via del peduncolo a coroncina. Ma regale è anche il sapore di questa varietà di pomodori gelosamente conservata e irrigata con le acqua salmastre di Torre Canne, nel Salento. Si consuma fresca e, da luglio, si appende in mazzi di tessuto con cordicelle di cotone locale. È minacciata dai ciliegini, coltivabili anche in serra e molto meno costosi.

cibi in via d’estinzione

Cola di Kenema

Della stessa famiglia del cacao, è un frutto che matura in Africa occidentale nelle foreste della Sierra Leone. La “cola nitida” di Kenema cresce allo stato selvatico ed è la più pregiata, è ricca in caffeina e teobromina. Con la guerra civile si sono compromesse molte piantagioni e decimato i coltivatori.

cibi in via d’estinzione

Tronchon del reyno

È citato nel Don Chisciotte, quindi è un formaggio con almeno 400 anni di vita. Si produce nella regione del Maestragzo, a sud dell’Aragona. Di capra o di pecora, viene cagliato col fiore del cardo. Matura per due mesi nelle <<francelle>>, stampi in legno con disegni floreali. Ha pasta morbida e sapore erbaceo. Il caglio vegetale è più complesso e più costoso rispetto a quello animale. Pertanto anche lui è un cibo in via d’estinzione.

Pollo Yeonsan ogye

È originario delle montagne del Gyeryong, a ovest della Corea del Sud. Completamente nero, compattivo, si ciba di solo insetti, cresce lentamente e ha fama leggendaria per la capacità di regalare forza e resistenza con le sue carni. Allevato dal 1990 da una sola azienda, conta poche migliaia di esemplari.

Tacchino Bourbon

Noto come tacchino rosso per la carne molto saporita ottenuta dagli allevatori della Bourbon County nel Kentucky, dal 1909 è la varietà riconosciuta dalla American Poulty Association. Magnifico per il piumaggio, imponente per il pese, arriva ai 15 kg, ghiotto per il petto ampio e carnoso. Come tutte le razze più antiche la sua crescita è lenta, inoltre il piumaggio scuro è penalizzante per il consumo. Ormai è un animale quasi introvabile.

 

 

Bunga Telang

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È un rampicante che cresce spontaneo in Indonesia ai margini delle foreste. Le corolle edibili, sono usate dagli indigeni come erba medicinale, ma anche come colorante naturale e per preparare un tè blu accesso, che si può trovare in piccole quantità anche da noi. È raccolto ancora solo da poche famiglie locali.

cibi in via d’estinzione

Ostrica naturale bretone

Per il sapore che cambia a filo delle maree, dalla salinità e della natura del fondale, le ostriche esprimono in pieno le caratteristiche del territorio. I piccoli ostricoltori bretoni uniti nelle associazioni Coherence, sono gli ultimi garanti del rispetto dei loro ritmi naturali e della loro bontà.

Manna delle Madonie

I frassini da manna sono un patrimonio forestale e storico ridotto da migliaia di ettari negli anni Cinquanta a non più di 300. Provvisti di “mannaruolo” per incidere, “rasula”, per raschiare e pala di ficodindia per raccogliere, i frassinicoltori ricavano dai tronchi la manna, un dolcificante e lassativo naturale pregiato. L’obiettivo è difendete quella naturale dalle tante contraffazioni.

Formaggio di mele

È in realta un dolce della tradizione bielorussa. Si prepara con la mela Antonovka, cultivar aspro e ricco di pectina. Ai frutti, cotti lentamente per due giorni, si aggiungono spezie, poi la miscela, avvolta in un telo e messa sotto un peso, viene appesa per un mese. Era una specialità natalizia diffusa a Minsk. Troppo laborioso da preparare: per questo sta quasi scomparendo, sta diventando quasi introvabile.

Tè Pu-er

Nel Xishuangbanna, nelle foreste dell’alto Mekong, che accoglie la metà delle piante selvagge cinesi, da temila anni la comunità nella minoranza Bulang raccoglie e fa fermentare i panetti le foglie dei secolari alberi del tè insieme alle orchidee che crescono alla base dei tronchi. Due raccolte annuali, poi il tè “matura” anche per anni. Queste foreste sono minacciate dalle coltivazioni degli alberi da gomma e dalle monocolture di tè che stanno invadendo i pendii.

Patata cornetto

Tipica di Bamberga, in Germania. È una varietà antica, spontanea, delicata, magnifica consistenza grassa e setosa al sapore di nocciola. Ma rischiava l’estinzione per via di una coltivazione impegnativa e della resa bassa. Adesso la contivano una ventina di orticoltori ed è già corsa per l’igp.

cibi in via d’estinzione

Pane di patate

Pane nato per rimediare alle annate avare di cereali; cosi tipico della Garfagnana da chiamarsi “garfagnino”. Farina, 15% di patate di semola, tritello, sale e una spolverata di farina di mais. Poi in forno a legna si ottiene un pane ben umidi per giorni, magnifico con i salumi. Lo fa ancora qualche forno a conduzione famigliare. È una delle rare zone in cui si usano le patate per fare il pane.