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Egidio Cerrone, intervista esclusiva al “viaggiatore culinario”

Redazione 7 febbraio 2014

Abbiamo intervistato in esclusiva Egidio Cerrone, rinomato “viaggiatore culinario” e blogger della pagina personale “Le avventure culinarie di Puok e Med”.

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Egidio Cerrone, intervista esclusiva al “viaggiatore culinario”

Nello sconfinato mondo del web ognuno di noi può crearsi un proprio spazio personale, dove parlare indiscriminatamente delle proprie passioni, delle proprie opinioni e delle proprie avventure. Egidio Cerrone fa tutte e tre cose al prezzo di uno, in uno tra i blog di cucina italiani più apprezzati dagli utenti, soprattutto per l’innata simpatia che traspare tra i post: Le avventure culinarie di Puok e Med è un progetto atto non tanto a sponsorizzare la cucina nelle sue particolarità raffinate, ma in quelle più popolari, tra salumerie, pizzerie oscure e friggitorie misconosciute, capaci di spiazzare positivamente anche il “gustatore” più incallito. Il tutto raccontato tra foto, simpaticissimi aneddoti e tanta professionalità.

Il successo del blog è testimoniato anche dal grosso seguito che sta avendo la rispettiva pagina Facebook, contenente ulteriori contenuti di qualità, tra foto ed opinioni. Per l’occasione abbiamo intervistato Egidio Cerrone, il quale ci ha raccontato simpatici aneddoti, illustrandoci inoltre i motivi che l’hanno spinto ad aprire il blog.

1) Come ti è venuta questa idea di pubblicare il blog?

Mazzella. Tutto è iniziato lì. E non parlo semplicemente del primo episodio di Puok e Med, ma dell’idea. E’ stata la mia prima avventura da raccontare, a tutti gli amici, e mi sa mi sa che non c’è un amico al quale non ho raccontato di Mazzella. E quanti ne ho mandati, e quanti ne ho portati, riuscivo a smuovere gli amici dai posti più lontani della Campania, da Sarno, Avellino. Mi dicevano che quando parlavo di Mazzella mi brillavano gli occhi, che li facevo venire fame e che dovevano assolutamente andare a provare. Ricordo benissimo la sera in cui mi convinsi a scrivere, eravamo a mangiare un panuozzo a Gragnano e non so perchè iniziai a parlare della pizza di Vico, della sua particolare farcitura e del delizioso risultato. Un amico che si chiama Santolino si arrigriò a sentirmi e sorrise di gusto, la cosa mi diede coraggio e anticipai agli amici di quella sera l’idea del blog. Passò un mesetto, chiesi il piacere di portare la macchina fotografia a quella che è la mia migliore amica e che ora è anche la mia fotografa, e non potevo fare altrimenti, iniziai da Mazzella.

2) Quando entri in un nuovo locale qual è la prima cosa che guardi?

Troppo facile (ride), i piatti degli altri. Quante risate – e che imbarazzo per la mia ragazza – quando inizio a chiedere al vicino di tavolo cosa sta mangiando, com’è, se c’è gia stato altre volte, cosa prendere e cosa non prendere. Mi fido più delle persone comuni che di qualsiasi guida o recensione, il ché può sembrare controproducente ma nel mio caso non lo è. Nel mio blog non ci sono recensioni, ci sono i racconti di un ragazzo comune, le sue preferenze e la sua visione romantica di quel che mangia. Sogno il mio blog come un libro di storie da sfogliare, in grado di emozionare chi legge e di fargli venire la voglia di andare subito a provare. Fortunatamente sta funzionando e dai fan più attivi ricevo ogni giorno gratifiche sull’effettiva bontà dei posti raccontati. C’è addirittura un fan che si è fatto un itinerario su cartina con una decina di posti pescati dal mio blog, che grande!

3) La cosa più buona che hai mai provato in assoluto?

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Le tre cose che mi fanno chiudere gli occhi quando le mangio: il panino di Mazzella, il cuore della margherita di Sorbillo ai Tribunali e il tartufo di Pizzo del Bar Ercole. Sono gli amori di sempre, le mie tre meraviglie. Però, ja, esistono le sette meraviglie antiche e da poco anche le sette meraviglie moderne. Provo a dirti le mie tre meraviglie moderne: il battilocchio con le scarole della Masardona, la frittatina de La figlia del presidente e la montanara di Elite.

4) A quale cibo non potresti mai rinunciare?

Gli gnocchi ‘e mammà e le patate fresche fritte che mi ricordano mia nonna e tutte le domeniche sera a casa sua. So cresciuto a nonna Assunta e patate fritte. Me le faceva sempre, ogni settimana, vicino a ‘na bella fetta di carne in padella con l’olio d’oliva. Alla fine non ti dico che scarpetta, solo a pensarci mi sembra di tornare indietro nel tempo.

5) Esiste un piatto che proprio detesti?

La pasta e cavolo. Secondo me sarà pure buona, ma i traumi infantili son duri da superare. E chi se la scorda quella puzza, i pianti per mangiarla, i tre chili di pane che aggiungevo per camuffarne il sapore. Vai vedendo, forse è la pasta è cavolo che mi ha fatto ingrassà (ride).

6) Ogni volta che entri in azione per divorare un succulento panino, a cosa pensi?

Che devo assaggiare anche quello degli altri (ride). Veramente, i miei amici sanno già che se non mi fanno dare un morso al loro panino ci rimango male. La mia ragazza ha anche capito qual è il punto che voglio azzannare, quello in cui si concentrano tutti gli elementi della farcitura, il cuore del panino.

7) Dopo ogni nuova avventura ci vuole una pennichella o quattro passi al parco?

Di solito mi intrattengo a parlare coi gestori fino a quando il pasto è bello che andato, ma a parte sta bella abitudine, preferirei sicuramente la pennichella. Vado a dormì felice.

8) Pizza o panino?

Tutte e due, ma ho un amore sfrenato per il panino perché nessuno ne parla e io sono orgoglioso di farlo. Sembra una sciocchezza, solo un po’ di carne tra due fette di pane, ma io ne ho mangiati tantissimi, dappertutto, e solo in pochi riescono a fare un ottimo panino, qualcuno lo fa buono, molti altri pessimo. Come quelli che lo piastrano nella piastra a chiusura, quelli che lo montano a catena di montaggio, quelli che cuociono la carne senza onorarla. A me piacciono i mastro-paninari che ci mettono il cuore, ad ogni panino, per ogni cliente.

9) Dolce o salato?

Salato, sono per il panino con la porchetta alle 4 di notte mentre gli amici mangiano i cornetti con la Nutella. Un dolce che però mi da soddisfazione è il babbà, quello a fungo bello grande che trovi solo a Napoli, per strada. Che te lo mangi in piedi, ti sbrotoli, ti si “azzeccano” le mani, ma ti consoli. Col babbà ti devi sporcare, solo un vero napoletano può apprezzarlo totalmente.

10) Chi è Puok e chi è Med?

Secondo te? (ride).

Clicca qui per accedere al blog ufficiale de Le avventure culinarie di Puok e Med

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