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Pizza cancerogena a Napoli, il video choc di “Report”: infuria la polemica

Redazione 3 ottobre 2014

La Gabanelli nel programma “Report” prova a screditare la pizza napoletana: il video in anteprima

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Pizza cancerogena a Napoli, il video choc di “Report”: infuria la polemica

Pizza cancerogena a Napoli: ecco il nuovo allarme lanciato da “Report”, programma in onda su Rai 3 condotto da Milena Gabanelli. Il servizio verrà trasmesso nella prossima puntata del 5 ottobre, ma sul web già circola il video sulla pizza cancerogena che ha fatto scoppiare un vero putiferio. Dopo il caffè napoletano, “Report” mette nel mirino la pizza, una delle icone della tradizione culinaria partenopea. Secondo l’inchiesta condotta dal giornalista napoletano Bernardo Iovene, la pizza potrebbe contenere sostanze cancerogene in modo particolare a causa del fumo sprigionato dai forni a legna. Nel video viene intervistato il dottor Guido Perin, eco tossicologo dell’università di Venezia, il quale sostiene che la pizza può assorbire gli elementi cancerogeni sprigionati dal fumo del forno. “Ma non necessariamente chi mangia la pizza prende il cancro” precisa il dottor Perin.

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Pizza cancerogena a Napoli, facciamo chiarezza

E’ tuttavia opportuno fare alcune precisazioni per fare chiarezza. Secondo il manuale della Commissione Europea per preparare la pizza napoletana STG (Specialità Tradizionali Garantite) “il pizzaiolo deve controllare la cottura della pizza sollevandone un lembo, con l’aiuto di una pala metallica, e ruotando la pizza verso il fuoco, utilizzando sempre la stessa zona di platea iniziale per evitare che la pizza possa bruciarsi a causa di due differenti temperature”. In poche parole i fumi, un principio fisico naturale della combustione, salgono verso l’alto e stagnano nella parte superiore del forno. La pizza invece va cotta e girata sulla stessa parte della platea, cioé  sul fondo del forno.

Anche il quesito delle sostanze cancerogene sembra un falso problema. Nel forno a legna la cottura raggiunge quasi i 500 gradi, e secondo il manuale HACCP sull’igiene alimentare a 450 gradi viene distrutto ogni microorganismo potenzialmente pericoloso. I forni elettrici invece raggiungono al massimo i 300 gradi. Inoltre nel forno a legna la pizza deve essere cotta al massimo per 90 secondi, un periodo molto ristretto che non consente al prodotto di assorbire sostanze pericolose. Nel forno elettrico invece la pizza deve cuocere per almeno 10 minuti. Con tutto il rispetto, la pur apprezzabile Gabanelli farebbe meglio a concentrare la sua attenzione su altre cose dell’Italia ben più gravi e ben più pericolose. Non è certo la pizza napoletana il cancro di questo paese…